La città del Cristo Redentore

Maratea è un comune italiano in provincia di Potenza, unico della Basilicata ad affacciarsi sul Mar Tirreno.
Per i suoi pittoreschi paesaggi costieri e montani e per le peculiarità artistiche e storiche, Maratea è una delle principali mete turistiche della regione, tanto da essere conosciuta anche come "la Perla del Tirreno".
Viene anche chiamata "la città delle 44 chiese" per le sue numerose chiese, cappelle e monasteri, costruite in epoche e stili diversi, molte delle quali rappresentano un notevole patrimonio artistico-religioso.
Il 10 dicembre 1990 il presidente della Repubblica Francesco Cossiga ha insignito il comune di Maratea con il titolo onorifico di "Città", titolo che la cittadina già vantava dal 1531 per decreto di Carlo V d'Asburgo.
La sua costa, incastonata in una singolare posizione geografica ed ambientale, è variegata di insenature e grotte, scogli e secche. Numerose e caratteristiche le spiagge costiere, di fronte ad una delle quali emerge l'isola di Santo Janni.
Degni di attenzione sono i fondali e le 131 grotte marine e terrestri, delle quali alcune hanno restituito fossili e reperti preistorici: su tutte spicca la Grotta di Marina con stalattiti e stalagmiti. In più, le montagne dell'entroterra, arrivando con i loro costoni direttamente sul mare, creano un forte contrasto visivo di mare e monti, che dà vita a pittoreschi panorami e scorci visivi.
L'antica Maratea, posta sulla cima del monte San Biagio, è soprannominata dai marateoti Castello perché era un tempo fortificata con mura, bastioni e torri. Questi elementi non sono più ben distinguibili nell'ammasso di rovine che costituisce il sito, ma sono ancora presenti resti di alcune di queste strutture, di cui fu ordinata la distruzione dopo l'assedio napoleonico del 1806. Nulla rimane delle due porte d'accesso alla cittadina, mentre i tratti delle antiche mura sono ancora esistenti.
Di fronte alla basilica di S. Biagio, sono presenti due torri diroccate, originariamente poste a guardia di una delle due porte. Un'altra struttura simile si può scorgere nella parte alta dell'antico nucleo urbano, mentre nei pressi dell'attuale asse viario si vede chiaramente il rudere di una torre quadrangolare con una grande feritoia sul lato esterno.

La Statua del Redentore
Si trova sulla vetta più alta del monte San Biagio, sovrastante il centro storico di Maratea. È stata completata nel 1965, con un impasto di cemento misto a marmo di Carrara, da Bruno Innocenti, scultore fiorentino, su idea di Stefano Rivetti. Con i suoi 22 metri di altezza circa, è la statua più alta d'Italia e la sessantaseiesima più alta del mondo, nonché il più famoso monumento di Maratea. Raffigura il Cristo Redentore, dopo la Resurrezione, in una iconografia molto distante da quella tradizionale. In più, un particolare effetto ottico fa sì che osservandola da lontano pare guardare il mare, mentre invece ha lo sguardo rivolto verso i monti della Lucania.

Turismo
Le bellezze artistiche e naturali e l'ampia varietà delle proposte culturali, le infrastrutture alberghiere, di cui è dotata, rendono Maratea una meta turistica attraente ed apprezzata. Se i primi tentativi di lanciare la città nel campo turistico risalgono ai primi del secolo, solo a partire dalla fine degli anni cinquanta del XX secolo, grazie all'opera di Stefano Rivetti di Val Cervo, Maratea è diventata una delle principali mete turistiche della Basilicata, sviluppando una grande considerazione nel panorama nazionale.
In campo internazionale, il Sunday Times nel 2003 la indicò come una delle «dieci perle nascoste d'Europa»; mentre nel 2006 il Financial Times la definì più semplicemente «una gemma».
L'attrattiva si concentra principalmente sulla balneazione, ma negli ultimi anni Maratea è stata capace di attrarre turisti anche grazie ai suoi luoghi di interesse artistico. Praticamente inesistente però è il turismo legato ai beni storici, di cui il territorio è molto ricco.

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